Il Progetto "ANGUANA" è stata l’occasione per una rimeditazione complessiva sulla realtà del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, indotta da uno degli obiettivi del progetto mirato a "recuperare il rapporto della Comunità con il Parco", anche attraverso una "ricognizione sistematica delle tecniche utilizzate per lo sviluppo sostenibile dell'ambiente e per il recupero dei rapporti con il Parco da parte degli abitanti di un piccolo comune, così che diventino dialetticamente protagonisti della propria qualità di vita, vivendo in autonomia culturale e produttiva".
In definitiva, un invito a recuperare la memoria del fare, della manualità, per non far finire nell’oblio quanto di buono si è stratificato nelle tradizioni, nelle usanze, nei riti, nelle abitudini, nelle convinzioni interiorizzate e ancora trasmesse con solenne orgoglio di generazione in generazione. Emerge con forza il concetto di sostenibilità e la voglia, innata e ancora forte in certi territori, come quello del Parco, di fare tutto il possibile perché i nostri figli abbiano in eredità l’ambiente che ci hanno lasciato i nostri padri.
"Tradizioni e memoria da salvare", quindi, a voler utilizzare una sintesi giornalistica, quasi un titolo per un articolo che, invece, dovrebbe essere un’enciclopedia che comprenda storia, cultura, arte, ambiente, attività dell’uomo, e così via.
La delimitazione del campo ad una sistematica ricognizione delle tecniche sostenibili induce a una necessaria sintesi, finalizzata a fornire, sotto tale aspetto, un modesto contributo alla formazione del Museo dell’Uomo e della Montagna.